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Giorno del Ricordo

Venerdì 10 febbraio ricorre il Giorno del ricordo, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, nell’intento di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre di Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra, e della più complessa vicenda del confine orientale.

Programma delle iniziative

Giovedì 9 febbraio
Teatro Filarmonico Comunale di Piove di Sacco

Ore 9.30
Profilo storico e testimonianza sulla tragedia degli esuli giuliano-dalmati

Per scuole medie inferiori
Relazione della prof.ssa Franca Dapas, già insegnante di lettere alla scuola media, esule da Rovigno.

Ore 11.00
Foibe, pulizia etnica ed esodo: la tragedia degli Italiani del confine orientale

Per scuole medie superiori
Relazione della prof.ssa Adriana Ivanov Danieli, già insegnante di latino e greco al liceo classico "Tito Livio", esule da Zara.

Giovedì 16 febbraio ore 10.00
Teatro Filarmonico Comunale di Piove di Sacco
Proiezione del film Cuori senza frontiere con introduzione di Italia Giacca, presidente Ass. Venezia Giulia Dalmazia

"Cuori senza frontiere, uscito nel 1950, diretto da Luigi Zampa e interpretato da Raf Vallone, Gina Lollobrigida, Erno Crisa, Cesco Baseggio, Enzo Staiola, è ambientato in un piccolo paese del Carso goriziano diviso in due dalla “linea bianca”, la linea di frontiera fra Italia e Jugoslavia tracciata dalla Commissione Internazionale dei Territori creata in base al Trattato di Pace e agli accordi del 9 agosto 1947. Effettuata la demarcazione dei confini, il sindaco avvisa i cittadini che da quel giorno in poi, in base a quella linea fresca di vernice, a occidente sarà repubblica italiana a oriente repubblica jugoslava. Ciascuno ha tempo entro mezzanotte per scegliere con chi stare, dopodiché la zona verrà presidiata dai soldati che, armati di mitra, saranno autorizzati a sparare a chiunque oltrepasserà il confine. Questa irrazionale divisione distrugge il paese psicologicamente e territorialmente: i bambini non possono più giocare sulla collina perché è stata divisa in due, il contadino non può vendere il toro perché il mercato è rimasto fuori dal confine, al prete hanno diviso l’oratorio dalla chiesa, Giovanni Sebastian, padre di Pasqualino e di Donata, è disperato perché gli resta la casa ma non il campo da coltivare... Ma i bambini del paese non si rassegnano a questa forzata separazione e di nascosto fanno sparire uno dei paletti di demarcazione. Tra gli adulti delle due opposte fazioni scoppia un duro conflitto nell'attribuirsi le responsabilità di questo fatto, nel timore che fosse un tentativo per modificare i confini e rubare la terra agli altri."

INFO Assessorato alla cultura e all’Identità Veneta, tel. 0499709319