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Festa Regionale della Legalità

Il prossimo 6 giugno, presso il Centro Parrocchiale di Campolongo Maggiore si terrà la “Festa Regionale della legalita”, il cui programma prevede:

ore 18:00 S. Messa in suffragio di Cristina Pavesi e di tutte le vittime innocenti di tutte le mafie
 

ore 19:00 presso il Centro Parrocchiale di Campolongo Maggiore Cena della Legalità (costo 20,00 euro a persona - "possibilità di menù baby") il ricavato della cena andrà in beneficenza alla parrocchia di Campolongo.

Prenotazioni: entro e non oltre giovedì 4 giugno 2015 a Luciano 338 38 79 934 - Oriana 333 21 39 482

ore 21:00 Grande concerto della Legalità a cura del Coro Voci Vere di Campolongo Maggiore e la Corale di Bojon

nell’intervallo saluto del Sindaco, Alessandro Campalto e del vice Sindaco di Piove Lucia Pizzo – premiazione dei migliori elaborati presentati al concorso Cristina Pavesi, tra i quali Eros  Panizzolo - studente piovese dell'Istituto d'arte “Selvatico” .

 

pezzo tratto dal libro "La resa di Felice Maniero" BCD Editore autore Monica Zornetta

Cristina Pavesi era una bella e dolcissima ragazza di Conegliano Veneto TV, studentessa di lettere e filosofia all'università di Bologna, con il suo sorriso conquistava tutti. Non le mancavano molti esami alla laurea ma già pensava al dopo, amava studiare ed amava l'arte in modo particolare la poesia ed il teatro. Quel giorno d'inverno, il 13 dicembre 1990, Cristina viaggiava sull'espresso Bologna Venezia, come sempre carico di pendolari, studenti e militari, è seduta vicino al finestrino, è stata a Bologna in facoltà ad incontrare un professore per fare la tesi di laurea. Sui sedili è tutto un allegro chiaccherare sul tema del Natale prossimo come festeggiarlo, che regali prendere.....che si fa a Capodanno....Mentre accade tutto questo a Barbariga di Vigonza in provincia di Padova, sta transitando il diretto Venezia Milano, tra i suoi vagoni una carrozza predisposta per il trasporto dei valori, all'improvviso due uomini, saliti alla stazione di Mestre, tali Felice Maniero e Paolo Pattarello, azionano il freno di emergenza, sono convinti che il gruzzolo nel vagone portavalori sia di 7 o 8 miliardi di lire, 4 milioni di euro. Il Venezia Milano sta viaggiando ad alta velocità e per questa azione frena bruscamente  a si ferma in aperta campagna, Maniero e Pattarello, armi in pugno, saltano giù e costringono i macchinisti a fare altrettanto, "muovetevi, intimano incappucciati ed armi in pugno i malviventi, se qualcuno fa scherzi gli facciamo saltare la testa" urlano. A questo punto megafono in mano intimano agli agenti di scorta di uscire a mani alzate avvertendoli che avevano l'espolsivo e che lo avrebbero usato presto. A questo punto Vincenzo Zampieri e Gilberto  Sorgato applicano la piastra di esplosivo alla saracinesca del convoglio portavalori e si accingono a farlo saltare;  da un altro binario attiguo  arriva il treno di Cristina, si sta dirigendo a Venezia ed a Mestre Cristina dovrebbe cambiare treno per andare a casa a Conegliano Veneto,  questo treno, come da protocollo delle ferrovie,( i macchinisti vedono il treno assaltato in posizione anomala), si ferma per pochi minuti per poi ripartire, ma alla ripartenza Maniero intima ai suoi sodali, Zampieri e Sorgato,  di azionare l'esplosivo, la deflagrazione è fortissima, la saracinesca del portavalori viene scaraventata sul finestrino di Cristina che muore all'istante investita da una pioggia di vetri e lamiere, sono le ore 18,15 del 13 dicembre del 1990. L'esplosione ferisce altre 13 persone tra cui un militare barese che perderà un occhio ed una studentessa mestrina. Nel processo i banditi verranno condannati solo per la rapina ma non per la morte di Cristina che non avrà mai giustizia. “