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Interventi per il contenimento dell’inquinamento atmosferico. Regolamentazione delle attività di abbruciamento dei residui agricoli vegetali. Ordinanza n. 181 in data 1/12/2015, in vigore dal 5/12/2015 fino al 31/3/2016.

Per abbruciamento classicamente si intende l’operazione agricola consistente nel bruciare stoppie e altri vegetali residui per ingrassare il terreno.

Tale pratica, anche nei luoghi e nei periodi consentiti, è soggetta all’adozione di precauzioni di sicurezza necessarie ad evitare il propagarsi di incendi.

Il provvedimento è stato adottato per ridurre le fonti di particolato nell’aria, dato che anche nell’anno corrente è stata superata la concentrazione massima di 50 μg/m3 al giorno di PM10 per un numero di giorni superiori a 35, limite stabilito dal Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155 per la tutela della salute.

Pur se la fonte principale delle polveri sottili nelle nostre zone è dovuta alle combustioni del riscaldamento domestico ed ai trasporti, vi contribuisce anche la combustione all’aperto di ramaglie ed altri residui vegetali.

Pertanto la Regione Veneto, con DGR n. 122 del 10/2/2015 “Indicazioni inerenti la combustione dei residui vegetali agricoli e forestali in attuazione dell’art. 182 comma 6 bis del D.Lgs. 152/2006”, ha indicato che, sulla base delle valutazioni effettuate dall’Arpav-Osservatorio Aria, nel semestre dal 1 ottobre al 31 marzo sussistono le condizioni meteorologiche-climatiche e ambientali sfavorevoli per cui i Sindaci possono sospendere, differire o vietare, mediante apposita ordinanza, le attività di combustione dei materiali vegetali.